VISION

Dalla spinta solidaristica iniziale, senza la quale non saremmo nati e non avremmo motivazioni nel perseguire il nostro scopo, alla esigenza e consapevolezza di una organizzazione al passo coi tempi.
Oggi vorremmo coniugare l’aspetto imprenditoriale e quello sociale perché offrire servizi così delicati richiede CUORE E TESTA.

Metterle insieme diventa valore aggiunto e ci consente di diventare partner importanti nella grande rete dei servizi socio-sanitari.

Un’associazione di privati che persegue, con molti altri, uno scopo pubblico, quello della “salute” dei cittadini, e cerca di farlo in modo estremamente professionale.

Da qui la necessità di porre l’enfasi sulla organizzazione, di puntare alla qualità, di rivedere continuamente i nostri obiettivi, la loro coerenza, la loro possibilità di realizzazione.

Negli ultimi anni è andata sempre più affermandosi nel mondo delle cooperative di servizi e delle imprese sociali una cultura della qualità intesa non solo in senso stretto, come qualità del servizio erogato, ma anche come rispondenza dell’essere impresa sociale al sistema di valori che fonda la convivenza civile del nostro Paese.

E’ questo il tipo di cultura che intendiamo vivere e diffondere.

 

MISSION

Il nostro Statuto ci indica la via:

«…perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini … sviluppando fra essi lo spirito mutualistico e solidaristico a favore in particolare di soggetti affetti da dipendenze patologiche, portatori di handicap, o disagio sociale che necessitano di azione educativa, sostegno psico-socio-pedagogico o cure a vari livelli… »
(dal nostro Statuto).

Fin dalla fondazione (Pesaro 1981), la cooperativa IRS (Intervento Recupero Sociale) l’Aurora ha cercato di essere un servizio all’avanguardia nel settore delle dipendenze patologiche e, in generale, in quello del recupero sociale.
Obiettivo prioritario è sempre stato quello di rispondere alla richiesta di singoli e/o enti con programmi di recupero e riabilitazione definiti, tempizzati, scritti e monitorati; altro obbiettivo è stato quello di collaborare con enti pubblici e privati nella costruzione di un sistema di regole (nazionali e locali) che fossero la cornice formale e cogente entro cui il sistema pubblico e il privato sociale si potessero poi rapportare e fossero in grado di operare. Un terzo obbiettivo è stato quello di approfondire lo studio del fenomeno della dipendenza e della marginalità e la metodologia operativa più appropriata da applicare, cogliendo i cambiamenti in corso sia del fenomeno che degli attori coinvolti (utenti, servizi pubblici invianti, altre organizzazioni del terzo settore o altro).