Scopo generale  è quello di ampliare le opportunità occupazionali dei detenuti, ma soprattutto migliorare la loro occupabilità, creando le giuste condizioni e cercando di garantire, per quanto possibile, un rapporto con l’ambiente esterno, con la struttura organizzativa e le regole del lavoro e della vita sociale. A tal fine i soggetti destinatari dell’intervento verranno inizialmente supportati da un’azione di valutazione e analisi delle proprie risorse, e successivamente accompagnati in un processo di inserimento nell’ambiente lavorativo. Fondamentale è il coinvolgimento e il concorso di numerose figure professionali, così da tutelare il diritto al lavoro dei beneficiari; vengono date, quindi, risposte integrate e coordinate tra tutti gli operatori del pubblico e privato, dell’Amministrazione Penitenziaria e degli Enti Locali.

 

Altro aspetto che caratterizza la proposta progettuale è l’assunto che non è possibile pensare a prassi standardizzate: ogni percorso deve essere creato ad hoc per ogni persona, con il necessario coinvolgimento degli attori in gioco. Si tratta quindi di costruire progetti professionali individualizzati. In quanto persone “difficilmente occupabili”, per i detenuti l’iter diventa quasi una corsa ad ostacoli, e le procedure burocratiche ed i ritardi amministrativi spesso vanificano tanti sforzi avviati per un inserimento lavorativo di successo. I tempi del mercato del lavoro mal si adattano ai tempi di verifica della Magistratura per l’accesso o un diniego ad una misura alternativa al carcere. Questo vuol dire per molti casi la riprogettazione continua di percorsi e soluzioni, che spesso diventa un viaggio veramente molto complesso senza il supporto di tutta la rete.

 

Il carattere innovativo dell’intervento poggia in particolare su cinque aspetti di processo: 1) Sperimentazione degli strumenti di inserimento lavorativo assistito; 2) Partecipazione attiva dei beneficiari e di altri soggetti (contesto lavorativo, referenti istituzionali); 3) Analisi del fabbisogno soggettivo dei destinatari in relazione al contesto socio-territoriale; 4) Promozione dell’assunzione di responsabilità sociali tra le imprese locali; 5) Progettazione basata sulle competenze

In collaborazione con COOSS Marche, T41b, Cefal.